Il Viaggio continua...

Continua anche nel 2026 il nostro viaggio alla riscoperta dei luoghi leggendari, mitici, storici e culturali della Sicilia. Il territorio incontra l'arte e prenderà vita attraverso la matita del maestro Lelio Bonaccorso. 

ORDINA QUI

Il Luogo

Fontana del Montorsoli - Fontana di Orione (Messina)

Quest’anno abbiamo scelto Francesco Maurolico come copertina del nostro Calendario che rappresenta un personaggio molto importante non solo per Messina ma per tutta la Sicilia e il luogo per immortalarlo e farlo rivivere attraverso l’arte di Lelio Bonaccorso è la Fontana del Montorsoli – La Fontana di Orione.

La Fontana di Orione, definita dal Berenson “la più bella fontana del Cinquecento europeo”sorge in Piazza Duomo; la sua costruzione risale al 1553 ed è opera di frà Giovanni Angelo Montorsoli, discepolo di Michelangelo.

Fu voluta dal Senato messinese nel 1547 per celebrare la costruzione del primo acquedotto cittadino. Il Montorsoli, coadiuvato nella scelta del soggetto dallo scienziato messinese Francesco Maurolico, autore anche delle epigrafi latine, concepì una struttura articolata con una base poligonale di dodici lati sul cui bordo poggiano, sdraiate su un fianco, le statue raffiguranti i fiumi Camaro – le cui acque vennero convogliate per alimentare l’acquedotto – Nilo, Tevere, Ebro che versano l’acqua che fuoriesce da quattro anfore nelle sottostanti vasche. Al centro di questa base, quattro tritoni cariatidi fanno da sostegno alla prima vasca circolare; quattro naiadi sorreggono la seconda vasca su cui poggiano quattro putti a cavallo di delfini. Al culmine della struttura si erge Orione, in trionfale esultanza, che sorregge uno scudo con lo stemma della città; ai suoi piedi, il fedele cane Sirio. Si finisce con 4 piccole vasche e 8 mostri acquatici in pietra nera. Questa complessa iconografia non è ancora stata del tutto chiarita.

Francesco Maurolico

Un "greco" di Sicilia

Non ci sono prove della sua provenienza, ma rimane certa la sua appartenenza ideale alla grecità, come fa intuire la ricerca, il recupero e la valorizzazione del sapere matematico dei greci che F. Maurolico perseguì per tutta la vita con il fine di rimettere in circolazione testi fondamentali per la scienza.

I matematici greci – e in particolare Archimede – svolsero un ruolo di primo piano nel processo che ancora riconosciamo come ‘rivoluzione scientifica’.

  1. Maurolico nacque a Messina da Antonio Mauroli, funzionario della zecca di origine greca, e da Penuccia il 16 sett. 1494, quintogenito di sette fratelli e una sorella.

L’origine greca della famiglia è indicata dal nome del nonno, Salvo Mauroli, sposato con una Spatafora del ramo dei baroni di Venetico.

“Variamente trascritto come Maurolycius, Maurolycus, Maurolyco, il cognome Maurolico rimase in uso da parte di alcuni discendenti più immediati del Maurolico. Esso costituisce una chiara inventio di foggia umanistica dovuta allo stesso M., che la adottò dai primi anni Venti del Cinquecento con probabile riferimento al nome di un Lycos, storico e poeta siciliano del III secolo a.C., registrato nelle Vitae illustrium philosophorum Siculorum et Calabrorum di C. Lascaris (Messina, W. Schömberger, 1499), opera riedita dal M. nel Sicanicarum rerum compendium (Messina, P. Spira, 1562)” (Treccani).

Ebbe una solida formazione: seguì le lezioni dei discepoli dell’illustre maestro del padre, Costantino Lascaris, quelle di latino del sacerdote Francesco Faraone, quelle di filosofia di Giacomo Genovese.  

Nel 1521 fu ordinato sacerdote, si dedicò all’insegnamento privato di grammatica e retorica, agli studi di ottica e alla composizione di testi devozionali. Il suo primo testo stampato, affidato ai torchi del tipografo messinese Petruccio Spira nel 1528, è quello dei Grammaticorum rudimentorum libelli sex. Si impegnò nello studio dell’astronomia, nel 1543 pubblicò a Venezia per i torchi di Lucantonio Giunta la Cosmographia, dedicata a Pietro Bembo. Nel 1552 fu consacrato abate dell’abbazia benedettina di S. Maria del Parto nei pressi di Castelbuono. Nel 1569 ottenne la cattedra delle matematiche per cinque anni presso lo Studium Messanense. Numerosi sono gli scritti stampati non solo nella città natale ma anche in diversi centri tipografici italiani, altri rimasero inediti o furono pubblicati postumi. Morì di peste nel luglio 1575: R. Moscheo, Maurolico Francesco, in “Dizionario Biografico degli Italiani”, 72 (2008), pp. 404-411.

Quattro sono gli esemplari delle edizioni antiche a stampa di Francesco Maurolico possedute dall’Ateneo, tutte afferenti al fondo librario del Gabinetto di Lettura.

Fu tra i primi ad osservare la stella nova apparsa nella costellazione di Cassiopea nel 1572.

Citazione:

 

Alla semplicità e alla esattezza delle espressioni si riconosce facilmente nel pittore lo scienziato,

che il primo, dopo Archimede, si occupava in meccanica della ricerca del centro di gravità delle figure,

ritrovava innanzi al Maurolico e al Commandino il centro di gravità della piramide,

conosceva la teoria del piano inclinato e delle forze applicate obliquamente alla leva.

© 2025 – All Right Reserved

Il progetto Odissea Siciliana è un’idea di Saccne RETE in occasione della realizzazione del nuovo Calendario 2026. Illustrazioni realizzate dall’artista Lelio Bonaccorso.

Privacy Policy