Marzo

COSTANZA D'ARAGONA

Il Luogo

Chiostro del Monastero di S. Placido Calonerò (Messina)

Il Conte Andrea Vinciguerra d’Aragona, raccolse l’appello della fiorente comunità di monaci benedettini sempre più numerosa e fu ben lieto di donare generosamente un suo castello con l’annesso territorio, ricco d’acqua e di uliveti, posto proprio nel Piano di S. Domenica, alla confluenza delle due piste arrampicantisi dalla marina, dove con tutta solennità il 1° novembre 1376, nell’ultimo anno di regno di Federico III, re di Sicilia, ed essendo pontefice Gregorio XI, furono gittate le fondamenta del nuovo monastero che, a ricordo della chiesetta di S. Luigi di Calonerò (Calonerò derivante dal greco e che significa “Acqua Buona”), prese d’allora in poi il nome di S. Placido Calonerò. 

Il monastero di S. Placido ha ospitato personaggi storici e ha avuto un ruolo strategico, resistendo a pirati e conflitti. 
Per questo motivo abbiamo voluto immaginare Costanza d’Aragona nello splendido Chiostro del Monastero, anche se non ci sono prove storiche che vi soggiornò.

Costanza D'Aragona

Figlia di Manfredi, re di Sicilia, e nipote dell’imperatore Federico II, nata nel 1247, nel 1262 sposò a Montpellier Pietro III il Grande d’Aragona; dal matrimonio nacquero sei figli, tra i quali s. Elisabetta, regina del Portogallo.

Devotissima dell’Ordine Francescano, Costanza nel 1268 costruì il monastero di S. Chiara di Huesca e favorì poi largamente altre fondazioni e conventi.

Incoronata col marito a Saragozza nel 1276, visse le delicate vicende delle guerre nazionali e della contesa del regno angioino di Sicilia da parte del marito, in gravi contrasti con il papa Martino IV, che appoggiava Carlo d’Angiò. Fu reggente durante la spedizione di Pietro in Africa e Sicilia (1282); avuto il regno di Sicilia dopo i « Vespri », si trasferì colà con i figli e governò con giustizia e prudenza in nome del marito e, dopo la morte di questo (1285), accanto al figlio Giacomo, sovrano del regno. Nel 1294 fondò un monastero di Clarisse a Messina e vi professò la regola di s. Chiara. Proclamato re di Sicilia il figlio Federico (Fadrique) e scomunicato da Bonifacio VIII che aveva riconosciuto i diritti degli angioini, Costanza obbedì ossequiosa al mandato del papa, il quale le aveva ordinato di lasciare la Sicilia, e, nel 1296, si trasferì a Roma dove l’anno seguente, per desiderio di pace, concertò il matrimonio di sua figlia Jolanda (Violante) con Roberto, duca di Calabria e figlio di Carlo II d’Angiò che, fatto prigioniero dagli aragonesi nel 1284, aveva avuto salva la vita per l’intercessione di Costanza presso il marito.
Dopo un breve soggiorno a Napoli accanto alla figlia, Costanza tornò a Roma e nel 1299 passò a Barcellona, dove legalizzò il testamento col quale, tra l’altro, ordinò la costruzione di due ospedali per i poveri, uno a Barcellona e l’altro a Valencia, sotto il governo e l’amministrazione dei Frati Minori. Morì a Barcellona l’8 apr. (venerdì santo) 1300 e ivi fu certamente seppellita nella chiesa del convento di S. Francesco. Inesattamente alcuni cronisti fissano la data della morte al 1301 o al 1302 e il seppellimento nella chiesa di S. Chiara di Barcellona, oppure a Messina. Le sue spoglie, che rimasero nella chiesa di S. Francesco fino al 1835, furono trasferite nel 1852 in una cappella del chiostro della cattedrale. È ricordata il 17 luglio..; Dante la loda nel Purgatorio (III, 143).

Citazione:

«Poi sorridendo disse: «Io son Manfredi,

nepote di Costanza imperadrice;

ond' io ti priego che, quando tu riedi,

vadi a mia bella figlia, genitrice

de l'onor di Cicilia e d'Aragona,

e dichi 'l vero a lei, s'altro si dice.»

Purgatorio, canto III

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