Dicembre
SANTA EUSTOCHIA
Il Luogo
Monastero Monte Vergine (Messina)
Il Monastero di Montervergine fu voluto nel 1464 da S. Eustochia Smeralda Calafato per farne un luogo di meditazione e di raccoglimento nel cuore della città dello Stretto. La struttura presenta tracce delle varie fasi architettoniche, dalla fondazione alla sontuosa ristrutturazione operata nel Seicento, fino ad arrivare all’importante restauro reso necessario dal terribile sisma del 1908.
Santa Eustochia
A Messina, nell’antica Chiesa monumentale del Monastero di Montevergine, si trova esposto il Corpo di Santa Eustochia Smeralda. Rimasto incorrotto, da cinque secoli, brunito dal tempo, con la mano destra dalle dita contratte in benedizione perpetua, veglia sulla città e sul fiorente Monastero da Lei fondato.
Santa Eustochia, al secolo Smeralda, nacque dalla ricca e nobile famiglia di Bernardo Cofino, detto Calafato, il 25 marzo 1434. Secondo la tradizione, in quel periodo Messina era afflitta da una pestilenza e la famiglia Calafato aveva lasciato la città per cercare rifugio nel villaggio Annunziata, dove Smeralda nacque in una misera mangiatoia.
Il pensiero di Santa Eustochia Calafato (1434-1485) si incentra sulla stretta unione con Cristo, una vita di ardente penitenza, la promozione di una pura vita monastica come insegnava Santa Chiara, e un profondo amore per la sua città, Messina, di cui è considerata protettrice, con un forte legame mistico.
Una curiosità presente nella nostra rappresentazione di Santa Eustochia: secondo alcuni storici dell’arte il nostro Antonello da Messina scelse proprio il volto della santa per dipingere la sua “Annunziata”.
Ne ha scritto con molti precisi dettagli Sergio Di Giacomo su Avvenire: «Antonello non poteva non conoscere il ruolo e l’attività svolta da Smeralda-Eustochia, sua vicina e coetanea, la cui fama stava sviluppandosi velocemente. Il piccolo Antonellus iniziava la sua attività di apprendista proprio a ridosso della “contrada dei setaioli”, dove Eustochia Smeralda trascorse la sua infanzia e la prima adolescenza. Antonello degli Antoni era nato nella vicina contrada Sicofanti, adiacente a quella che veniva definita la via dei Monasteri, e aveva la casa-bottega poco distante sia dal monastero dell’Accomandata – sito nell’ex ospedale della Santa Ascensione, dove Eustochia Calafato nel 1458 fondò il primo monastero del Sud Italia sotto la regola di santa Chiara –, sia da quello di Montevergine, fondato dalla futura santa nel 1464. Segni di una vicinanza che non era solamente geografica ma anche di visione religiosa. Sia Antonello che Eustochia, infatti, erano ferventi francescani, entrambi aderenti alla linea degli Osservanti dai tratti spirituali e ascetici che contrastava polemicamente coi Conventuali».
Citazione:
"Figlie mie – disse alle consorelle prima di morire –
abbiate il Crocefisso come un Padre e ne riceverete
tutti gli insegnamenti di cui avrete necessità;
ho fatto anche io così e, senza mai cercare conforto in esseri umani,
mi sono sempre interamente abbandonata a Lui
e ne ho ricevuto tutte quelle consolazioni che nessuno può dare.”