Luglio
Colapesce
Punta Faro (Messina)
Il Luogo
Mari di Sicilia
Il mito di Colapesce è ambientato principalmente nelle acque dello Stretto di Messina e nei mari della Sicilia.
I luoghi chiave del mito includono le profondità marine dello Stretto, simbolo di mistero e connessione tra terra e mare, e le coste siciliane, testimonianza del legame tra l'uomo e il territorio.
Il Mito
Colapesce
Secondo la tradizione, Nicola, detto Colapesce, era un giovane pescatore capace di nuotare e trattenere il respiro a lungo, quasi come un pesce. Si narra che, durante le sue immersioni, scoprì che una delle tre colonne che sostenevano la Sicilia era danneggiata. Per salvare l'isola dal crollo, Colapesce decise di rimanere sott'acqua, sacrificandosi per sorreggere la colonna.
Nicola o Cola di Messina, figlio di un pescatore, soprannominato Colapesce per la sua abilità nel muoversi in acqua.
Nel corso del tempo, la sua fama assume proporzioni tali da giungere persino al re di Sicilia ed imperatore Federico II di Svevia, che decide di mettere alla prova la sua abilità.
Così, nel mezzo dello Stretto, ha luogo la prima prova: il re lancia in acqua una coppa e chiede al giovane di riportargliela.
Subito Colapesce si tuffa e la recupera.
Il re fa un altro tentativo: getta la sua corona in un punto più profondo, ma Colapesce riesce nuovamente nell’impresa.
La terza volta, il re getta un anello in un posto ancora più profondo, sicuro che il giovane non possa riuscire nell’impresa.
Colapesce, come prima, si tuffa e raggiunge l’anello ma, tanto giunge in profondità, che riesce a vedere le tre colonne sulle quali si sorregge la Sicilia: una a capo Passero (SR), una a capo Lilibeo (TP) e una a capo Peloro, proprio sotto Messina.
Quest’ultima, in particolare, è piena di crepe e notevolmente segnata dal tempo.
Leggenda vuole che, a quel punto, il giovane decida di restare sott’acqua, sorreggendo col proprio corpo la colonna per evitare che la Sicilia sprofondi.
Ancora oggi, i terremoti nel messinese si riconducono al giovane che, sempre sott’acqua, ogni tanto cambia spalla per reggere la colonna.
Citazione:
Miguel de Cervantes “Don Chisciotte della Mancia”
”….dico anche che deve saper nuotare come raccontano che nuotasse il Pesce-Cola;”
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