Dicembre
Efesto e i Ciclopi
Etna
Il Luogo
Etna
Nell’Etna furono forgiati, oltre ai troni d’oro e ai gioielli per Teti ed Eurinome, innumerevoli oggetti presenti nella mitologia, tra cui vi sono gli stivali alati di Ermes, l’armatura, la spada e lo scudo di Achille, aiutato dai ciclopi, suoi aiutanti.
Secondo alcune leggende, proprio nell’Etna, si dice che abbia degli aiutanti “robot”, fatti interamente d’oro che obbedivano ai suoi ordini. Fu anche artefice del gigante di bronzo Talo, che regalò a Zeus, il quale era stato incaricato da Minosse di sorvegliare l’isola di Creta mettendo in fuga i nemici che tentavano di sbarcarvi.
Efesto e i Ciclopi
Per i romani Efesto è molto simile a Vulcano. Proprio a Vulcano, nelle isole Eolie, Efesto, dove aveva un’altra fucina, si fece aiutare dai ciclopi per creare le armi di Enea.
Efesto, dio del fuoco, delle fucine e della metallurgia, secondo la mitologia greca, fu figlio di Zeus e di Era. Appena concepito, la madre, quando lo vide, fu spaventata dal viso del figlio, essendo storpio, brutto e zoppo, e lo scagliò giù dall’Olimpo. Cadendo dal monte, precipitò nell’oceano, dove fu salvato e allevato da alcune Nereidi, delle ninfe, in particolare da Teti ed Eurinome. Queste gli diedero una grotta che usò come fucina, dove, attraverso l’abilità nel modellare i metalli, fece molti regali per le sue madri adottive. La mitologia parla di troni d’oro che Efesto regalò agli Dei: sedutosi, gli Dei si complimentarono per l’incredibile manifattura, ma solo dopo si accorsero che era una trappola per Era, sovrana dell’Olimpo. Solamente tramite Dionisio, che fece ubriacare Efesto, la Dea fu libera. Efesto, ripresa coscienza, contrattò per la liberazione della madre. Egli la liberò solo alla condizione di essere riconosciuto come un Dio e di avere in sposa Afrodite o Atena. Liberata la madre, e quindi riconosciuto come Dio, sposò Afrodite, ma la Dea della bellezza non volle stare con uno dio brutto come lui, quindi lo tradì con Ares, dio della guerra; ma Efesto, stancatosi di essere tradito, scese di nuovo sulla Terra, dove andò nella sua fucina situata alle viscere dell’Etna, e non torno più sull’Olimpo.
Leggenda vuole che, ogni volta che il suo martello sbatte sull’incudine, dall’Etna fuoriescano ceneri e lapilli.
Citazione: Ulisse - Odissea
Miei cari, noi non siamo ignari di mali, e questo
che incombe non è più grande di quando il Ciclope
con la sua forza violenta ci serrò nell'antro profondo.
Di là grazie al mio valore e intendimento e pensiero
sfuggimmo. E anche delle cose di ora, credo, ci ricorderemo.
Impianti nei Luoghi del Mito
PEDARA
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